
Mostre - Storie da un altro Egitto
La regione dell’Alto Egitto, composta dai cinque governatorati di Minya, Asyut, Sohag, Qena ed Aswan, è considerata quella più povera e con maggiori problemi di ordine socio-economico di tutto lo Stato egiziano.
Il governatorato di Sohag è ai primi posti (insieme a Minia ed Asyut) per livelli di povertà. I dati dell’UNDP (1997) evidenziano che oltre il 36 % delle famiglie vivono sotto la soglia di povertà (37% in area urbana e 35% in area rurale), oltre il 12% sono considerate "ultra-povere".
L’Egitto si contraddistingue per un forte accentramento di tipo politico – amministrativo con basi storicamente radicate.
Negli ultimi anni esiste una tendenza al decentramento, che sta però creando non pochi ostacoli e trova grande difficoltà di applicazione per ragioni legate ad una tradizione di forte controllo da parte del governo centrale.
A causa di mancanza di risorse a livello decentrato e mancanza di personale con sufficiente formazione ed esperienza, esiste un’ulteriore difficoltà ad offrire i servizi di base alla popolazione.
I settori che maggiormente subiscono le conseguenze di tale situazione sono ovviamente quelli dei "gruppi maggiormente vulnerabili" tra i quali si mettono in evidenza quelli delle donne e dei bambini.
Esiste in Egitto un National Program of Action for Children and Women che indica due delle priorità assolute per lo sviluppo delle regioni decentrate e del Paese in generale.
Il problema più sentito e per il quale Sohag è al primo posto in assoluto, è quello che riguarda le donne capo-famiglia. A causa di problemi economici, legati alla mancanza di lavoro e di risorse a livello locale, una forte percentuale degli uomini residenti nel governatorato si vede costretta ad emigrare, sia verso le zone urbane del Paese (principalmente al Cairo) sia verso l’estero (soprattutto verso altri Paesi arabi o dell’Europa) in cerca di migliori opportunità di lavoro.
Questo fa si che un gran numero di donne si ritrovi a svolgere la funzione di capo-famiglia e ad affrontare così una situazione che, per motivi di tradizione culturale e religiosa, è estremamente difficile da gestire, con tutte le conseguenze sia per se stesse che per i figli che dipendono da loro.
La difficile situazione relativa alle donne, si riflette inevitabilmente sui bambini, comportando conseguenze a differenti livelli.



